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S.Felice Circeo:salvaguardia della poseidonia
Un percorso naturalistico-archeologico lungo la costa, l'istituzione di un'area destinata alla salvaguardia della Posidonia, con il potenziamento di attività di sea-watching, e la realizzazione di un Centro di educazione ambientale. E ancora, l'installazione di barriere artificiali per il ripopolamento ittico e lo sviluppo delle attività di pesca.

Sono questi i punti salienti di due progetti di alta valenza ambientale approvati all'unanimità nell'ultima seduta del consiglio comunale di San Felice Circeo. Entrambi gli studi, che hanno l'obiettivo di coniugare la protezione della fascia costiera con la fruizione turistica eco-compatibile, sono stati effettuati dal Dipartimento di Biologia Animale e dell'Uomo della "Sapienza" Università di Roma e sono finalizzati alla richiesta di finanziamenti alla Regione Lazio e all'Unione Europea.

La parte più rilevante del progetto riguarda la salvaguardia delle formazioni di Posidonia oceanica presenti al largo del litorale tra il porto del Circeo e Torre Olevola. "Questa zona – si legge nello studio - presenta un notevole interesse naturalistico anche per la ricchezza di specie di alghe, invertebrati marini e pesci, e ben si presta anche alla realizzazione di itinerari subacquei da effettuare sia in apnea partendo dalla costa che con le bombole utilizzando idonee imbarcazioni". Il progetto prevede, tra le altre cose, il posizionamento di boe di segnalazione indicanti l'area e l'installazione di videocamere subacquee che trasmetteranno in diretta a terra le immagini dei fondali, permettendo anche ai non subacquei di vivere l'emozione di una avventura marina, oltre che di monitorare in continuo la zona. I monitor saranno posizionati in un Laboratorio di educazione ambientale che sarà realizzato, con annesso Museo delle conchiglie e Laboratorio di Biologia marina, nella Villa confiscata di via del Morrone.

Non meno importante, la realizzazione di un percorso didattico di particolare bellezza dal centro storico al lungomare, con diverse stazioni di osservazione.
Altrettanto importante la creazione di strutture artificiali sul fondo marino. "La decisione di avviare questo intervento con il coinvolgimento dell'Università – ha spiegato il delegato alle politiche del mare Giuseppe Federici - è stata presa nell'ambito del Tavolo della Nautica. L'immersione di barriere è una pratica affermata in varie parti del mondo a tutela di zone di particolare importanza ecologica e permette di arricchire la biodiversità marina dei fondali e diversificare la fauna e la flora marina proprio nelle ampie zone di prateria di posidonia oceanica. L'obiettivo – ha concluso Federici - non è soltanto quello di incrementare l'attività della piccola pesca professionale ma anche di permettere uno sviluppo turistico compatibile con l'ambiente marino".

28/10/2009 12.14.37
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